Villa Badoer Fattoretto

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Villa Badoer Fattoretto è una villa veneta composta da un corpo centrale cinquecentesco e da due barchesse laterali della seconda metà del Settecento, rimaneggiate nell’Ottocento. Il complesso è inserito in un parco secolare di oltre 20.000 mq arredato con statue e marmi d’epoca.
La collocazione storica della villa si attesta alla prima metà del XVIII sec.; infatti viene rappresentata in una celebre incisione del Costa del 1750 e presenta uno stile celebrativo pur mantenendo nel complesso una composizione generalmente semplice e pulita. Nonostante le origini settecentesche della villa, già nella “denuncia dei redditi” (chiamata all’epoca “condizione”) datata 1518, Giacomo Badoer dichiarava di essere proprietario “in isola di Sambruson sopra la Brenta vecchia drio la fornasa: (di una) casa brusada con cortivo e brolo di campi uno e mezzo sopra i quali mai pagà daie“, in sostanza possedeva già un fabbricato e il terreno circostante, mentre si menziona per la prima volta una “casa dominicale con barchesse” nella denuncia di Bernardo Badoer del 1711 la quale comprendeva anche la casa del fattore e del giardiniere, ovvero l’attuale villa con le sue pertinenze.
Fu per lungo tempo residenza estiva dei Badoer, ma nel 1846 gli ultimi eredi Badoer la vendetero e nei decenni a seguire passò di mano più e più volte.
Nel 1903 viene acquistata dal barone Carlo de Chantal che si racconta avesse acquistato la villa per poter frequentare l’amante che abitava nella casa di fronte.
Il custode della Villa di allora, raccontava che il barone de Chantal era sicuro che la villa fosse stata un convento e basandosi sulla convinzione e sul fatto che il territorio fosse stato teatro di continue guerre, si era fatto l’idea che i frati potessero aver nascosto un tesoro nel parco. Per questo impose di scavare profondamente in un certo luogo del giardino; ciò che resta di questa ricerca è un bellissimo laghetto con isolotto all’ interno del parco.
Durante la Prima Guerra Mondiale è stata adibita ad ospedale militare: la canonica di Sambruson possiede un registro in cui sono segnati i nomi di 46 soldati morti nel 1918; tale destinazione ha comportato un massiccio uso di calce viva come disinfettante, il che ha contribuito a distruggere in modo irreparabile gli affreschi della casa.
Durante l’ultima guerra mondiale la villa fu requisita e trasformata in ospedale militare tedesco e poi dal commando inglese in magazzino-deposito subendo un immaginabile deterioramento.
Nel 1945 la Villa fu acquistata dalla famiglia Fattoretto perché nelle sue adiacenze aveva intravisto una sede naturale per il suo lavoro di produttore e commerciante di vino, oltre che per la vicinanza della Villa al fiume Brenta che è stato per molti anni la strada naturale per il trasporto del vino con barche verso la città di Venezia.
E, percorrendo il naviglio, sulla riva destra, è possibile ammirare questa villa, ancora oggi dotata di accesso fluviale, a menzione della fondamentale importanza storico-economica del percorso d’acqua per le zone della Riviera.
Grazie alla sopraccitata stampa settecentesca del Costa dal titolo “Veduta del Palazzo N.H. Badoer” è possibile comparare l’aspetto esterno “storico” della villa con quello attuale, notando come, nonostante la struttura architettonica originaria sia stata in parte modificata, rimangano intatte la solennità di questa elegante dimora e l’atmosfera caratteristica dell’abitare in villa che ha contraddistinto il periodo decadente veneziano. E’ evidente infatti come sia rimasto immutato il corpo centrale a pianta quadrata, il quale in origine era affiancato da due lunghe barchesse simmetriche terminanti con altrettanti edifici di dimensioni ridotte coronati da un frontone triangolare, oggi invece tale forma è stata in parte modificata a causa dei numerosi successivi rimaneggiamenti edilizi, i quali hanno un po’ impoverito architettonicamente il complesso a causa anche dell’eliminazione delle caratteristiche adiacenze. Risulta molto piacevole l’ambiente esterno che accoglie la villa e le sue pertinenze: il lato che si affaccia sul Naviglio offre al visitatore la possibilità di percorrere un suggestivo sentiero che si conclude con un cancello in ferro battuto e delle bellissime statue, mentre dall’altro lato è possibile perdersi nel vasto parco della villa ed ammirare il suo piccolo ma grazioso laghetto.
Dal 1964 al 1971 la Villa ha subito una serie importante di interventi di restauro ed oggi è in ottimo stato di conservazione.
All’interno delle barchesse è stato allestito un interessante museo etnografico “il museo del villano”, che espone oltre 22.000 oggetti, nel quale sono raccolti documenti storici, strumenti musicali, le prime rudimentali macchine agricole, e attrezzi legati alla “vita del villano” e tante altre curiosità legate alla storia della villa e al vivere quotidiano che nei secoli l’ha contraddistinta.
La villa è tuttora di proprietà ed abitata dalla famiglia Fattoretto.
www.fattoretto.com